Il mio pensiero
Due parole su di me e sul mio pensiero
Mi chiamo ENRICO ASIAGHI, sono nato a Monza (MB) il 28.03.1962 da genitori sestesi.
Ho vissuto i miei primi 30 anni a Sesto San Giovanni, per poi trasferirmi a Milano dopo il matrimonio. Ho una figlia ormai maggiorenne e da oltre 8 anni sono tornato ad abitare a Sesto.
Per i sestesi il cognome ASIAGHI è sinonimo di porte e finestre, grazie all'attività svolta da mio padre negli anni dal dopoguerra agli anni 90, anni in cui ha sicuramente contribuito allo sviluppo della città.
Mi candido a Sesto perché credo che questa città dopo essere uscita dalla storica identità di "Stalingrado d'Italia", senza rinnegare quel passato fatto di fabbriche e lavoro che ne hanno reso possibile lo sviluppo, abbia dimostrato di poter vestire i panni di una Città contemporanea fatta di nuove opportunità e nuove idee, in grado di ricostruire un tessuto imprenditoriale che consenta ai giovani di trovare occupazione e alle aziende di insediarsi.
Mi sono laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1993 e svolgo attualmente la professione di Architetto.
Sono inoltre stato imprenditore e dirigente nei settori delle telecomunicazioni e internet. Puoi visitare il mio sito e veder il mio curriculum QUI
A partire dal tema della tesi di laurea e del percorso di studi, la passione si concentra nell'ambito delle periferie milanesi sotto il profilo dell'analisi urbana e delle potenzialità inespresse insite nel contesto periferico sia in ambito urbanistico che sociale.
La politica di gestione del territorio e delle problematiche abitative e architettoniche sono il centro di una ricerca e di un percorso culturale che porta a comprendere e proporre modelli di sviluppo delle dinamiche di progetto e di analisi del contesto periferico con attenzione alla tradizione e alle modalità di crescita delle aree periferiche milanesi.
Il mio pensiero sulla qualità di vita nelle periferie passa attraverso un rispetto per le stesse e una profonda conoscenza dei valori sociali che racchiudono, valori che non possono essere ignorati se si crede nell'identità della città e si comprendono le dinamiche con cui esprimerla.